Descrizione
La forma di vita dellOccidente contemporaneo sembra consegnata a una strana mancanza di felicità. Laumento esponenziale del benessere materiale, che avrebbe dovuto garantire a tutti la felicità, si è rovesciato in una peculiare forma di anestesia, in cui lottundimento fisico e la rimozione intellettuale fanno sparire dallorizzonte non solo il dolore, ma anche il piacere.
Di questa situazione esistono diversi sintomi: la ricerca ossessiva della salute perfetta, lequivalenza di piacere e prestazione, la rimozione del dolore esperito e lostentazione spettacolare del dolore da cataclisma Stefania Consigliere si fa interprete di questi sintomi, descrivendo un quadro della vita pubblica e privata in cui è difficile non riconoscersi. Allanalisi del presente e dei suoi paradossi fa da controcanto la storia degli strumenti concettuali usati per descrivere la relazione tra piacere, dolore, verità e soggetto. Attraverso il confronto col pensiero di autori tanto diversi quanto Aristotele e Wittgenstein, Foucault e Simondon, questo saggio propone una lettura di piacere e dolore come indici di soggettivazione, segnali di «buona vita» o di buona vita mancante. Scopo della teoria non è tuttavia la contemplazione, ma il tentativo di ridare senso allesperienza. Poiché è tempo di restituire al dolore il suo vero volto e di rivendicare con forza la felicità.
- Autore: Stefania Consigliere
- Editore:DeriveApprodi
- Collana:DeriveApprodi
- Anno edizione:2004
In commercio dal:1 maggio 2004
Pagine:272 p., Rilegato
EAN:9788888738567





