Descrizione
Quella tra James Joyce e Italo Svevo è stata una grande amicizia letteraria e non solo. Comè noto, lo scrittore irlandese risiedette a lungo a Trieste dove arrivò nel 1904 e dove conobbe Italo Svevo, più vecchio di lui di una ventina danni, autore già a quellepoca dei suoi due primi romanzi, Una vita e Senilità, passati praticamente inosservati. Quanto a Joyce, era ancora un giovanissimo scrittore in fieri, e proprio a Trieste concluse il suo esordio poetico Musica da camera (1907), il suo libro di racconti Gente di Dublino (pubblicato poi nel 1914, dopo quindici rifiuti da parte di altrettante case editrici) e il suo romanzo Ritratto dellartista da giovane (1916). Italo Svevo si rese subito conto di avere davanti a sé uno scrittore eccezionale, e daltro canto Joyce seppe immediatamente vedere in Svevo il grande scrittore «negletto» che proprio in quegli anni cominciava, in particolare anche grazie ad Eugenio Montale, a riscuotere unattenzione che per decenni gli era stata negata. Furono poi soprattutto lUlisse (pubblicato a Parigi nel 1922) e La coscienza di Zeno (1923) a consolidare ulteriormente lamicizia tra i due: sarà Joyce stesso a promuovere il capolavoro di Svevo presso alcuni dei maggiori critici francesi, mentre Svevo sarà tra i primi, in Italia e non solo, ad esaltare e a cogliere tutta limportanza e tutta loriginalità del grande romanzo di Joyce, «perché una sola linea di una pagina dellUlisse basterebbe a rivelare da quale penna fluì». Proprio lUlisse è al centro della conferenza che Svevo dedicò a Joyce al circolo de «Il Convegno» l8 marzo 1927 e chedopo il fondamentale saggio introduttivo di Alessandro Gentiliapre questa nostra raccolta di scritti sveviani dedicati al grande scrittore irlandese: tra ricordo autobiografico e analisi delle opere (tra le quali fanno già capolino i primi abbozzi del Finnegans Wake), Svevo traccia una sua ammirata lettura del fenomeno Joyce, non rinunciando mai a quel suo tono ironico e disincantato che i suoi lettori conoscono bene. Ma anche altri scritti completano il nostro volume, e in particolare due importanti frammenti di uno studio su Joyce che doveva approfondire e ampliare i contenuti della conferenza, rimasto poi incompiuto, nonché un interessante articolo sulla Triestinità di James Joyce apparso su «Il Piccolo di Trieste» il 1°maggio 1926. Né poteva mancare lintero scambio di lettere tra questi due grandi protagonisti, grazie alle quali il lettore potrà imbattersi nellinglese di Svevo e nellitaliano, e persino nel colorato triestino, di James Joyce.
- Autore: Italo Svevo
- Curatore:Alessandro Gentili
- Editore:Passigli
- Collana:Le occasioni
- Anno edizione:2020
Formato:Tascabile
In commercio dal:15 ottobre 2020
Pagine:144 p., Brossura
EAN:9788836817733





