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Non Perdere Nulla volere, sapere, avere. I sermoni di Meister Eckhart

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Descrizione

I sermoni tedeschi sono testimonianza dun intento: rinnovare il modo desser cristiani. In primo luogo aborrendo ogni pratica mercantilistica che veda il rapporto tra uomo e Dio basato sulla trattativa del do ut des: mi comporto in un certo modo per ottenere un qualche ausilio/conforto dalla divinità. Semplificando alquanto, la tematica basilare affrontata in questi sermoni sta nel proporre una condotta allinsegna dellabnegazione e del distacco (abegescheidenheit) da ogni attaccamento mondano quali prerequisiti indispensabili a un approccio esperienziale di tipo mistico; ciò onde ottenere la generazione del Logos nellanima. Ma se si intende far sì che il Figlio abbia a nascere nellanima è necessario predisporla in modo che essa sia priva dogni forma di brama o egotismo, mediante un abbandono che è insieme magnanimità e non-dipendenza dallinessenziale. Nellottica eckhartiana il distacco si coniuga allaccettazione serena della realtà/esistenza, anche (o soprattutto) quando essa comporti privazioni, pene, lutti. Unaccettazione non certo masochistica, che non ha nulla della passività o dellapatia ma che si configura come una sorta di noluntas, di abdicazione alla propria volontà/egoità in modo da non pretendere più nulla; per quanto, paradossalmente, nulla cercando molto si ottiene. Solo così, per il mistico Eckhart, gli uomini possono divenirequi e ora, non in un futuribile/ineffabile edendavvero beati (saelic). Perciò luomo pneumatico: «nulla vuole, nulla sa, nulla ha» (Sermone 52). Va precisato, ovviamente, che questa serie di nulla si riferisce soprattutto alla hybris dellegocentrismo e alla sua perenne smania desiderante e alla pretesa di comprendere intellettualmente ciò che valica i limiti dellumano sapere (Dio); infine alla fame insaziabile di possesso/primato: in primo luogo quello, apparentemente encomiabile, costituito dal proposito di acquisire la piena realizzazione spirituale. Riguardo a tale massimo traguardo, il mistico tedesco è sin troppo chiaro: «se lanima deve conoscere Dio, deve dimenticare sé stessa e deve perdere sé stessa» (Sermone 68). Solo questa presa di distanza consente allanima di giungere al proprio fondo (grunt), che sembra non discostarsi molto dallheideggeriano Abgrund: quellabisso vuoto e senza fondamento che può angosciare solo chi cerca solide certezze cui ancorarsi. Infine: per il predicatore Eckhart è valida appena la teologia apofatica, in quanto su Dio si può dire appena cosa non è. E giusto con questa consapevolezza il mistico si deve sempre misurare: conscio dellimpossibilità di parlare dellineffabile, ma al contempo sospinto dalla compassione/charitas a fornire una bussola orientativa al pellegrino incamminatosi per larduo sentiero dellautentica spiritualità. Presentazione di Marco Vannini.

  • Autore: Francesco Roat
  • Editore:Le Lettere
  • Collana:Saggi
  • Anno edizione:2022
  • In commercio dal:2 dicembre 2022

Tipo:Libro universitario
Pagine:224 p., Brossura
EAN:9788893663359