Descrizione
Attraverso una minuziosa analisi delle relazioni internazionali dal XVII secolo in poi, e del pensiero di grandi giuristi come Grozio e Carl Schmitt, Gli internazionalisti è un libro indispensabile per comprendere il nostro presente e, ad un tempo, unopera che mostra come la forza delle idee sia capace di plasmare il mondo
«Lattrattiva di questo libro stimolante e ampiamente documentato è che ci sfida a vedere le figure che pensavano di poter mettere fuori legge la guerra non come folli visionari, ma come pragmatici la cui idea ha avuto una sorprendente eco nella creazione del mondo del dopoguerra»The Wall Street Journal
«Un libro affascinante e stimolante, che solleva questioni urgenti e importanti per il presente. Gli internazionalisti arriva al momento giusto»b>Financial Times
«Uno dei punti di forza de Gli internazionalisti è che le idee contano»The New Yorker
Il 27 agosto 1928, nel sontuoso Salon de lHorloge del ministero degli Esteri francese, alla presenza di rappresentanti di Stato provenienti da tutto il mondo, ha luogo levento che, nelle dichiarazioni dei suoi promotori, è destinato a segnare «una data nuova nella storia dellumanità»: la Signature du pacte générale de renonciation à la guerre. Maestro di cerimonie è Aristide Briand, ministro degli Esteri francese, vincitore nel 1926 del premio Nobel per la pace per essere stato il mediatore degli accordi di Locarno, un insieme di intese volte a impedire alle maggiori potenze europee di farsi guerra lun laltra. Assieme al suo omologo americano, Frank Kellogg, il segretario di Stato degli Stati Uniti dAmerica, nei due anni precedenti, Briand si è lungamente adoperato per diffondere lo «spirito di Locarno» nel mondo intero. La firma del trattato, che segna la fine della «guerra egoista e volontaria», è annunciata dal ministro degli Esteri francese con toni solenni e trionfalistici. Il patto viene presentato come «un attacco al male nella sua stessa radice» poiché toglie alla guerra «la sua legittimità». Undici anni dopo, tuttavia, quasi tutti gli Stati accorsi a Parigi per rinunciare alla guerra si ritrovano in guerra, nel conflitto più letale che la storia conosca. Dal 1945 in poi il documento, noto come patto Briand-Kellog, diventa perciò oggetto di aperta derisione: viene definito «puerile, semplicemente puerile» da strateghi della guerra fredda come George Kennan, «singolarmente vacuo» da storici come Ian Kershaw, «una roba ridicola» da diplomatici come Kenneth Adelman. Un trattato dunque destinato a figurare nel fatuo libro dei sogni dellumanità? La tesi contenuta in questa pagine è che laccordo di Parigi sia tuttaltro che unillusione perduta. Proibendo agli Stati di ricorrere alla guerra per risolvere i contenziosi, i rappresentanti di Stato riunitisi nella capitale francese nel 1928 non soltanto sancirono la fine dellordinamento giuridico adottato nel XVII secolo dagli Stati europei, ma diedero il via a una cascata di eventi che avrebbe portato alla nascita del moderno ordine globale. A quella nuova mappa del mondo caratterizzata dalla rivoluzione dei diritti umani, dalluso delle sanzioni economiche quale strumento di applicazione della legge e dallincremento esponenziale delle organizzazioni internazionali che regolano oggi un gran numero di aspetti della nostra vita quotidiana.
- Autore: Oona A. Hathaway, Scott J. Shapiro
- Traduttore:Filippo Verzotto, Sara Tosetto
- Editore:Neri Pozza
- Collana:I colibrì
- Anno edizione:2018
In commercio dal:25 ottobre 2018
Pagine:666 p., Brossura
Titolo originale:The internationalists
EAN:9788854510180





