Descrizione
Il medioevo inventò lospedale, il luogo ove il povero/malato/pellegrino era accolto, aiutato, curato. Gli hospitalia, dunque, svolsero la triplice funzione di luogo di ricovero, di ente distributore di elemosine, di centro di cura medica. Nel XII-XIII secolo, gli hospitalia erano comunità religiose, espressione privilegiata della carità da parte di laici devoti (fratres e sorores) che conducevano una vita comune con poveri/malati, in una distinzione assai incerta di ruoli e funzioni. Una crisi profonda colpì tra il XIV e XV secolo gli ospedali che, a decine, erano sorti in tutte le città. Lasciti testamentari e donazioni avevano fatto crescere enormemente i patrimoni ospedalieri, tanto che linteresse per la gestione economica ebbe il sopravvento, sollecitando interessi personali e familiari e ponendo in secondo piano le finalità caritativo-assistenziali. Il XV secolo produsse nelle città dellItalia centro-settentrionale una grossa novità: una riforma che portò alla gestione unificata di quasi tutti gli ospedali e alla costruzione dell ospedale grande, simbolo della riforma stessa. Lamministrazione degli ospedali divenne allora appannaggio di un gruppo di nobilhomini, che ne fece strumento di prestigio sociale e di creazione di legami personali e clientelari.
- Autore: Giuliana Albini
- Editore:CLUEB
- Collana:Biblioteca di storia urbana medievale
- Anno edizione:1993
In commercio dal:1 gennaio 1993
Pagine:292 p.
EAN:9788880913023





