Descrizione
Attraverso una rassegna di testi pedagogici degli ultimi due secoli, Alice Miller illustra i raffinati metodi di persuasione occulta messi in opera nella nostra civiltà per piegare limpetuosità e la caparbietà del bambino e indurlo a identificarsi con il progetto educativo dei genitori. Il bambino, costretto a reprimere la propria aggressività, non saprà da adulto reagire alle ingiustizie sociali e potrà accettare senza opporsi le imposizioni di sistemi totalitari: esempio estremo è il nazismo, con la caratteristica divaricazione tra la protervia dei capi e lacquiescenza del popolo tedesco. Tratto comune a coloro che hanno subìto uneducazione repressiva è la necessità di riempire con esperienze abnormi il vuoto lasciato dalla rimozione emotiva e dalla perdita dellidentità. La Miller rievoca qui le vicende di tre personaggi a diverso titolo esemplari: Adolf Hitler; il criminale degli anni sessanta Jürgen Bartsch, assassino e seviziatore di bambini; Christiane F., autrice del libro Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, in cui racconta la propria esperienza dellemarginazione e della droga. In definitiva, leducazione costituisce sempreper la Millerun mascheramento di reali rapporti di potere e di bisogni propri dei genitori; lunica possibilità per il bambino di crescere senza traumi e di sviluppare le proprie potenzialità creative rimane legata a un comportamento empatico e «rispettoso» dei genitori nei suoi confronti
- Autore: Alice Miller
- Traduttore:Maria Anna Massimello
- Editore:Bollati Boringhieri
- Collana:Universale Bollati Boringhieri-S. scient.
- Edizione:9
- Anno edizione:2008
In commercio dal:8 aprile 2008
Tipo:Libro universitario
Pagine:288 p., Brossura
Titolo originale:Am Anfang war Erziehung
EAN:9788833919072





