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Essere uomini di «lettere». Segretari e politica culturale nel Cinquecento Reso Gratuito

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Descrizione

Nel corso del sedicesimo secolo la figura del segretario viene posta al centro di una prima ampia riflessione teorica in tutta Europa e in Italia. Numerosissimi gli studi per comprendere il carattere ibrido di questa funzione, in un secolo, come il Cinquecento, in cui le professionalità iniziano a profilarsi e a definirsi in rapporto a quella macchina burocratica che sarebbe presto divenuta propria dello "Stato moderno". Il volume tenta di mettere a fuoco l'expertise che il segretario del Cinquecento poteva fornire in materia di politica culturale, sondare il margine di manovra, di libertà che gli è concesso dai principi, soprattutto considerando la statura intellettuale di alcuni segretari, che furono, a loro volta, collezionisti e committenti, promotori e patrocinatori di artisti e altri letterati. Il ruolo e il posto del segretario è definito con maggiore chiarezza per realtà come la Spagna e la Francia, dove la macchina del sistema "statale" centralizzato è ormai avviata; lo stesso non si può dire della penisola italiana, dove non casualmente il dibattito è più vivo. Della molteplicità di situazioni italiane il volume intende rendere conto, presentando figure segretariali provenienti da contesti diversi e attive lungo tutto l'arco del secolo: da Bernardo Dovizi da Bibbiena e Goro Gheri, all'inizio del secolo, alle più tarde esperienze di Bonifacio Vannozzi e Francesco Angeloni, fino al caso eccezionale del musicista Alfonso Fontanelli.

  • Autore: Antonio Geremicca, Hélène Miesse
  • Editore:Cesati
  • Collana:Quaderni della Rassegna
  • Anno edizione:2016

In commercio dal:4 maggio 2017
Pagine:287 p., ill. , Brossura
EAN:9788876676192