Descrizione
Questa raccolta di saggi affronta alcuni snodi della riflessione filosofica, posti all'incrocio di tematiche orientate in senso ontologico e gnoseologico. A partire da una considerazione rivolta all'individuazione arcaica di una "verità antepredicativa, radicata nella dottrina della percezione aristotelica, il confronto che tali scritti attuano è soprattutto con la struttura assunta dalla teoria del giudizio nell'ambito di differenti grammatiche di pensiero. In costante riferimento con la tradizione filosofica nella quale si è nel tempo affinata un'attitudine descrittiva che mira a ostendere ciò che è datoinsieme al peculiare modo di datità che gli ineriscesul piano di un'autentica dimensione fenomenologica dell'esperienza, si è proceduto a esaminare lo statuto "misto" dell'attività di giudizio in Descartes, i presupposti "essenzialistici" ed "esistenzialistici" contenuti nelle dottrine del giudizio elaborate da Leibniz e Brentano, il ruolo di determinate scansioni concettuali sull'asse dei contributi della psicologia filosofica dell'Ottocento (con precipuo riguardo a Fechner, Brentano e Dilthey), il significato del carattere "atemporale" o in sé" della verità, alla luce delle concezioni che conducono da Brentano a Twardowski, fino a fornire una valutazione complessiva del sistema filosofico di Lask, come forma estrema di trascendentalismo che eccede i margini del kantismo tradizionale.
In appendice al volume compaiono anche le traduzioni di alcuni scritti di Twardowski e Brentano riguardanti l"'assolutezza" della verità giudicativa (in contrasto con la possibile "relatività" di quella enunciativa), la funzione legatasotto il profilo conoscitivoalle "rappresentazioni" non-intuitive o "concettuali", nonché la "natura della rappresentazione" nei suoi rapporti di fondazione con quella del giudizio.
- Autore: Stefano Besoli
- Editore:Quodlibet
- Collana:Discipline filosofiche
- Anno edizione:2003
In commercio dal:1 gennaio 2003
Pagine:398 p.
EAN:9788886570763





