Descrizione
Nel 1978 la legge 180 ha sancito labolizione dei manicomi. Sono passati quarantanni e molte cose sono cambiate: perché si ha limpressione di non sapere bene che cosa sia successo? Dopo la rivoluzione di Basaglia, bisognava applicare la legge e promuovere le buone pratiche; in questo modo però potrebbe essere venuta meno lesigenza di fare i conti con le zone dombra che ogni azione storica, anche la più illuminata, porta con sé. Contraddizioni che gli operatori devono aver sperimentato sulla loro pelle, senza riuscire a farne un terreno condiviso di riflessione e discussione. Ne è derivata una certa opacità, nociva sia per la trasmissione dellesperienza di Basaglia, sia per la possibilità di continuare a rapportarsi alla realtà con un atteggiamento critico e trasformativo. Lanniversario della 180 è diventato così loccasione per mettere fra parentesi alcuni luoghi comuni e raccogliere una serie di voci che raccontassero, ciascuna dal proprio punto di vista, la realtà concreta della salute mentale. La prima parte del volume ospita una cronistoria dei servizi a Martina Franca: unintensa conversazione a tre voci che manda in frantumi la vetrina dellesperienza esemplare e sollecita riflessioni di grande interesse, anche per una platea più larga di storici, sociologi e filosofi. La seconda parte è dedicata, prima a unanalisi della nozione di salute mentale, grazie al confronto con alcuni protagonisti del dibattito attuale (Bellahsen, Benasayag, Frances, Saraceno), poi allillustrazione di un progetto che ha coinvolto gli studenti delle scuole superiori: unesperienza nata dalla consapevolezza che la salute mentale, pur continuando a porsi come alternativa al manicomio, debba accettare la sfida del rapporto con le nuove generazioni, cercando in primo luogo di promuovere una cultura della salute diversa da quella basata sul riduttivo binomio diagnosi-trattamento farmacologico. Il volume si conclude coinvolgendo nella riflessione altri protagonisti della salute mentale in Italia (Colucci, Stoppa): una finestra per allargare lorizzonte e continuare a interrogarsi sulle proprie pratiche e i propri saperi.





