Descrizione
In che senso ed entro quali limiti il pensiero di Husserl può essere considerato un idealismo trascendentale, come egli stesso lo ha definito e come viene unanimemente interpretato?
Il libro tenta di rispondere a questa domanda utilizzando come filo conduttore la critica che Husserl rivolge a Kant e ponendo in primo piano quella che è forse lidea più originale elaborata da Husserl, in quanto rende possibile una fondazione a priori, benché di stampo non trascendentalistico, delloggettività: lidea fenomenologica della legalità contenutistica dellesperienza. Di tale ideache si esprime nelle nozioni di a priori materiale, forma sensibile di unità" e "sintesi passivavengono ricostruite levoluzione storica e le implicazioni teoretiche, mostrando che essa è alla base sia dellanalisi fenomenologica dellesperienza sia del rifiuto husserliano del metodo regressivo della deduzione trascendentale, e che conduce inoltre Husserl a superare il dualismo empiristico-kantiano tra forma e contenuto. Parallelamente, si prendono in considerazione anche gli elementi del pensiero husserliano che sono in contrasto con questa impostazione oggettivistica, mettendo in luce però che essi vanno ricondotti alleredità di Brentano, più che allinflusso di Kant e del neokantismo.
La conclusione a cui si perviene è che lidealismo fenomenologico non può essere assimilato a quello trascendentale di tradizione kantiana, poiché non riconduce la struttura dellesperienza alla soggettività, ma alla peculiarità dei contenuti sensibili, operando così un vero e proprio rovesciamento della rivoluzione copernicana di Kant.
Indice: Introduzione - 1. Il problema della priori - 2. Conoscenza e giudizio - 3. Il problema della costituzione sensibile - 4. Il problema del trascendentale - Bibliografia
- Autore: Vittorio De Palma
- Editore:Quodlibet
- Collana:Discipline filosofiche
- Anno edizione:2001
In commercio dal:1 aprile 2002
Pagine:268 p.
EAN:9788886570770





