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Il razzismo è una gaffe. Eccessi e virtù del «Politically correct» Saldi

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Descrizione

Si aggira da tempo per gli Stati Uniti una strana e complessa cosa che va sotto il nome di «correttezza politica». Piccoli gruppi di intellettuali, per lo più professori e spesso abbastanza ignoranti, maltrattano la cultura storica e letteraria e il linguaggio quotidiano: la Sfinge aveva il naso negroide, e i bianchi glielo hanno abbattuto a cannonate per nascondere la gloriosa storia culturale dell'Africa nera; qualsiasi rapporto tra una femmina e un maschio è uno stupro; Shakespeare era un bianco dominatore che non trattò il problema degli indiani d'America e degli omosessuali.In Italia non c'è quasi nulla di simile, al contrario si diffonde quella che Barbara Spinelli ha chiamato «la nuova sfacciataggine». Eppure non è affatto necessario condividere gli eccessi teorici e pratici dei «politicamente corretti» per accettare un confronto sulle valenze offensive del linguaggio di tutti i giorni. Anche perché non si tratta soltanto di «non offendere», ma soprattutto di abituarsi a non percepire il mondo degli uomini (e delle donne) attraverso le categorie e i criteri di rilevanza messi assieme da millenni di guerre e sopraffazioni. La presa di coscienza dell'importanza del linguaggio è, in definitiva, un elemento non trascurabile della riflessione sulla tolleranza, e il linguaggio non offensivo è uno strumento di convivenza su cui è sciocco far sempre e soltanto del sarcasmo.

  • Autore: Flavio Baroncelli
  • Editore:Donzelli
  • Collana:Interventi
  • Anno edizione:1996

In commercio dal:23 giugno 1996
Pagine:120 p.
EAN:9788879892063